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    Paco. A drug story
    978-88-6965-723-8

    Bispuri Valerio

    €29.75 €35.0015%



    21 x 29 cm
    124 pagine
    75 ca. fotografie a colori
    cartonato
    Italiano, inglese e spagnolo

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    Contrasto pubblica Paco. A drug story, il secondo libro di Valerio Bispuri. Paco, il cui nome si riferisce a una droga devastante nata in Sudamerica, è il reportage a cui il fotografo ha lavorato per 14 anni in contemporanea con Encerrados (un viaggio il 74 carceri sudamericane), il primo libro di Bispuri pubblicato da Contrasto nel 2015. Il volume ha una introduzione dello scrittore Marco Lodoli e un testo del giornalista César Gonzalés.

    Diffusosi a partire dagli anni Novanta soprattutto nei bassifondi di Buenos Aires e – in seguito – nelle favelas e nelle periferie di tutto il Sudamerica, il consumo di paco è aumentato notevolmente agli inizi del duemila. Si tratta di una droga estremamente nociva ottenuta con gli scarti della lavorazione della cocaina, miscelati a cherosene, colla, veleno per topi o polvere di vetro. I giovani, che sono i consumatori più̀ assidui, arrivano ad aver bisogno di assumere fino a venti dosi al giorno di paco con conseguenze devastanti poiché dà immediata assuefazione.

    Valerio Bispuri è entrato in questo inferno di morti viventi per raccontare la sofferenza e la vita nei ghetti periferici, viaggiando tra Argentina, Brasile, Perù, Colombia e Paraguay e condividendo la quotidianità̀ dei consumatori di paco. Come per Encerrados, anche con questo reportage l’autore ci offre una documentazione molto puntuale di un fenomeno poco conosciuto ma di dimensioni preoccupanti.

    Nel 2015, bendato per non riconoscere il posto, Bispuri è riuscito a farsi accompagnare in una di quelle che vengono chiamate le “cucine della droga” per terminare il suo reportage lì dove tutto ha inizio, dove il paco viene creato. Di questo e delle vite distrutte dei consumatori di questa droga e delle loro famiglie, il fotografo ci parla attraverso le sue immagini che hanno un grande impatto narrativo ed emotivo. Pagina dopo pagina, Bispuri ci guida anche con le sue parole per raccontarci quello che ha visto, quello che ha provato nei momenti in cui fotografava.

    Nel corso degli anni le immagini di Paco sono state pubblicate sulle più importanti testate internazionali. Nel libro ci sono anche molte fotografie inedite che vengono mostrate per la prima volta in questa occasione.

    Credo che la fotografia abbia bisogno sempre di più del tempo per arrivare a una profondità, a quell'equilibrio magico tra emozione e realtà. Per questo "Paco" non vuole essere solo un'esposizione su una terribile droga, ma un'esplorazione antropologica e sociologica della nuova povertà in Sud America.

    Valerio Bispuri

    Dal 14 settembre all’8 ottobre un’ampia selezione delle fotografie di Paco sarà esposta a Forma Meravigli (Milano) nell’ambito della mostra Altre storie, altre voci – Paco.  A drug story di Valerio Bispuri, Appleby di Mattia Zoppellaro.

    Valerio Bispuri, nato a Roma nel 1971. Fotoreporter professionista dal 2001, collabora con numerose riviste italiane e straniere, tra cui Repubblica, Internazionale, Paris Match, Stern e El Pais. Ha realizzato reportage in Europa e Medio Oriente, ma è in America Latina che Valerio ha lavorato e lavora da tempo. Per dieci anni si è occupato di "Encerrados", un progetto fotografico sulle condizioni di vita dei "rinchiusi" nelle carceri di tutti i paesi del continente latino-americano, visitando 74 carceri maschili e femminili. Il lavoro "Encerrados" è stato esposto al Visa pour l'Image a Perpignan (2011), al Palazzo delle Esposizioni di Roma, all'Università di Ginevra, al Browse Festival di Berlino, al Bronx Documentary Center (BDC) di New York. Nel 2015 "Encerrados” è diventato un libro edito da Contrasto. Nel 2017 Valerio ha terminato dopo oltre 14 anni un altro progetto a lungo termine per denunciare la diffusione e gli effetti di una nuova droga a basso costo denominata "Paco", che sta uccidendo una generazione di giovani nei sobborghi delle metropoli sudamericane. "Paco" è stato esposto nel 2014 a Istanbul dalla Croce Verde Interazionale e nel 2016 al Visa pour l'Image di Perpignan, dove è arrivato finalista al Visa d'Or.  Valerio si è occupato a lungo anche della vita dei Rom in Italia e in Bosnia e di un lavoro sul mondo lesbico, seguendo per sei anni Betania, una ragazza lesbica Argentina. Molti di questi lavori gli sono valsi numerose pubblicazioni e premi a livello internazionale, tra cui il Poy America Latina 2011, il Sony World Photography Awards 2013 (1° posto, Contemporary Issues), il Days Japan International Photojournalism Awards 2013, il Poy 2015 (2° posto, Feature Story Editing - Magazine). Recentemente Bispuri ha intrapreso altri tre progetti a lungo termine: uno dedicato agli istituti penitenziari italiani, diventando il primo fotografo ad avere accesso all'interno di alcune delle carceri più antiche e affollate, tra cui Poggioreale, Regina Coeli e l'Ucciardone; il secondo sulle donne vittime della tratta in Argentina e il terzo sulla realtà dei sordo-muti.

     

    After the harsh reportage Encerrados (Contrasto, 2015), which led Valerio Bispuri to visit 74 South American prisons, the photographer offers here another punctual documentation on a little-known phenomenon, but not for this less alarming.
    The images are accompanied by three essays, in English and Spanish, by the author, by the writer Marco Lodoli and the journalist César González.

    Paco is the result of a long-term project about the life cycle of a new drug. An investigation on its production, tracking, consumption, addicts and victims. Sold for less than half a dollar per dose, Paco has been called “the poor man’s cocaine” and has ravaged the poorest slums of Buenos Aires. Smoked like crack, it has an extremely short effect and can lead to addiction in just as short a time, turning out to be much more addictive than heroin or crack itself. The effect lasts for only five to ten minutes, and it takes only about thirty seconds to act. Also known as PBC (pasta básica de cocaina, “cocaine base paste”), Paco is the waste product of cocaine preparation and is mixed with hypertoxical chemical substances varying from kerosene, glue, glass powder and even rat poison. It is mainly produced in clandestine laboratories, known as cocinas (“kitchens”), in the Villas, the slums outside Buenos Aires. Some of the submitted pictures are a rare depiction of the Paco kitchens and document the whole process of its production.
    Twelve to seventeen-year-old boys living in urban ghettos are among the worst hit by this addiction. This phenomenon creates a young army of “walking dead” that will do anything to get their dose, with devastating hu- man, sanitary and social effects for whole communities. But Paco is becoming a problem in the middle and upper classes too and one of the reasons for its diffusion is of course widespread poverty that followed Argentina’s economic crisis of 2001.

    Valerio Bispuri was born in Rome in 1971. Professional reporter since 2001 he collaborates with numerous Italian and international magazines, among which L’Espresso, Il Venerdì, Internazionale, Le Monde, Stern. Valerio has been awarded numerous international prizes: Latin American POY 2011 (honourable mention); Sony World Photography Award 2013 (1st prize Contemporary Issues); Days Japan International Photojournalism Awards 2013 and the 2014 POY (2nd prize, Feature Story Editing – Magazine).


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