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    Resistere all'aria del tempo
    978-88-6965-596-8

    A cura di Goffredo Fofi

    €10.00



    17x22 cm
    160 pagine
    Brossura

     

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    “Lo Straniero ha vent’anni, e vent’anni per una rivista sono tanti.”

    Goffredo Fofi

    Resistere all’aria del tempo. Venti anni de Lo Straniero, il libro che raccoglie le copertine dei duecento numeri della rivista diretta da Goffredo Fofi.

    Al ventesimo anno di vita, Lo Straniero ha cessato le pubblicazioni per scelta del Direttore. La celebre rivista mensile, fondata a Roma proprio da Fofi nel 1997 e pubblicata da Contrasto, fin dalla sua fondazione si è occupata in maniera molto approfondita di arte, cultura, scienza e società. Ha privilegiato settori fondamentali per il nostro agire: movimenti e istituzioni; pubblico e privato; centri e periferie; maggioranze e minoranze; civiltà e natura; Italia e mondo; vecchio e nuovo; paure e speranze dell’umanità. La globalizzazione, la pace, l’immigrazione, l’educazione e l’espressione artistica – teatro, fotografia, fumetto e arti visive, letteratura, cinema. Lo ha fatto avvalendosi di importanti collaboratori (scrittori, critici, registi, illustratori e altri) che hanno contribuito a fare della rivista un punto di riferimento culturale per molti. Lo Straniero ha raccontato il presente attraversando la storia contemporanea fatta di diverse vicende e di una florida produzione intellettuale.

    Questo libro racconta visivamente il percorso della rivista attraverso gli anni grazie alle 200 copertine realizzate per i vari numeri da diversi illustratori.

    Così Goffredo Fofi riflette sull’esperienza della rivista:

    Non è facile, almeno per ora, ragionare sugli ultimi vent'anni di storia del nostro paese e del mondo, ma siamo convinti che, numero dopo numero, dapprima ogni tre mesi e poi ogni mese, la rivista Lo Straniero abbia adempiuto al dovere di informare e ragionare su quel che andava accadendo dentro una enorme mutazione nella storia del pianeta, con tragici effetti nelle sue parti maggiormente aggredite dalla Storia. Ripercorrere le sue pagine numero dopo numero è fare i conti con la realtà di un'epoca difficile. Su Lo Straniero si è al contrario cercato, senza eccedere in catastrofismi, di guardare ai fenomeni nella loro complessità e nelle loro contraddizioni, attraverso la riflessione su quel che andava accadendo ma anche nel confronto con coloro che ci è sembrato sapessero raccontare e analizzare meglio sia le superfici che il fondo, le radici e gli effetti. Quest'attenzione, di cui siamo fieri, ha caratterizzato le varie sezioni della rivista, Italia e estero, società e politica, scienza e cultura, che hanno posto l'accento su quanto di buono e di meglio esprimessero movimenti e individui, studiosi e artisti.

    La rivista ha trovato in Contrasto un editore d'eccezione che ha accompagnato e sostenuto il suo percorso in tutti questi anni, e avuto altresì tanti collaboratori illustri, ma ha saputo ascoltare anche le nuove espressioni del disagio e della fatica di vivere in quest'epoca e quelle della ricerca ostinata di un nuovo giusto e possibile. In questo lavoro, lungo questo cammino, ci sono stati vicini in tanti, e tra loro gli illustratori che ci hanno donato le immagini di copertina.

    Grazie a Fausta Orecchio, grafica tra le migliori del mondo, Lo Straniero ha proposto, credo, un modello di rivista anti-accademico. Grazie ai disegnatori illustratori fumettisti che ci hanno accompagnato lungo vent'anni, Lo Straniero ha avuto un volto originale e sensato, in cui le immagini di copertina continuavano o annunciavano il lavoro degli studiosi, dei critici, degli scrittori, in un dialogo libero e bensì avvincente, mai gratuito, mai presuntuoso e noioso. Alcuni di questi illustratori sono cresciuti, si può dire, con la rivista, ché a volte si è trattato di esordienti o quasi, e potremmo anche dire, pensando ai tanti che, con le parole o con le immagini, hanno collaborato con la redazione – trovando nella sua straordinaria redattrice Anna Branchi, più ancora che in Fofi e Leogrande, un dialogo tanto incoraggiante quanto esigente – che nei suoi momenti migliori è stata una sorta di grande famiglia allargata, l'incontro intorno a un progetto non gridato ma evidente nei fatti, di tensioni umane e “politiche” e sociali e artistiche che è stato allegro e vitale, ed eticamente solido e solidale, aperto, progettuale.

    Tra le immagini di copertina e gli “strilli” che annunciavano i contenuti di ogni numero c'è sempre stato un legame, anche quando più ermetico. Se Lo Straniero è stato una buona rivista – e sta agli altri giudicare, anche se noi che l'abbiamo fatto di questo siamo convinti – è stato anche per la sua formula, per la sua grafica, per la persuasione della maggior parte dei suoi collaboratori, per essere riuscito a costruire, in qualche modo, una comunità in cui avevano un posto fondamentale gli illustratori e da cui non erano esclusi i lettori, sempre “pochi ma buoni”.  

    Goffredo Fofi, Direttore de Lo Straniero