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    In cammino. Guida alla mostra
    978-88-86982-21-4

    Salgado Sebastião

    €9.66 €11.3615%



    20x13 cm
    80 pagine
    70 fotografie
    brossura

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    Cinque grandi capitoli, ciascuno dei quali trova eco negli altri, raggruppano le circa 350 fotografie della mostra "In cammino" di Sebastião Salgado, che si è svolta alle Scuderie dal 29 giugno al 3 settembre 2000.
    Migranti e rifugiati: l'istinto di sopravvivenza
    La maggior parte di chi emigra lascia la propria casa con la speranza di una vita migliore; altri fuggono perché perseguitati. Entrambe queste parti sono vittime di forze al di là del loro controllo: povertà e violenza. Per i migranti le mete più ambite sono gli Stati Uniti e l'Europa. Anche se i loro viaggi sono lunghi e pieni di pericoli, per messicani, marocchini, vietnamiti, russi e molti altri il sogno di una vita migliore li rende in grado di sopportare tutto ciò. Al contrario, i rifugiati, divenuti tali contro la propria volontà a causa delle guerre che li hanno sradicati. E così  kurdi, afgani, bosniaci, serbi e kosovari sognano spesso di far ritorno in patria. Per qualcuno di loro, la frattura con il passato diventa definitiva: da rifugiati diventano esuli e da esuli emigrati.
    La tragedia africana: un continente alla deriva
    L'Africa è sconvolta da sofferenze e disperazione, i suoi popoli sono segnati dalla povertà, dalla fame, dalla corruzione, dal despotismo e dalla guerra. Ad eccezione del Mozambico dove, dopo decenni di guerra civile, centinaia di migliaia di rifugiati hanno avuto la possibilità di tornare a casa, l'Angola e il Sudan del sud sono ancora devastati dalle guerre, e continuano a spingere milioni di persone a fuggire. Ben poco è stato fatto per fermare il genocidio in Ruanda, dove nel 1994 sono stati lasciati morire quasi un milione di tutsi.
    L'America latina: esodo dalle campagne, caos nelle città
    La storia recente dell'America Latina si è modellata sui flussi migratori che hanno portato decine di milioni di contadini nelle aree urbane. La maggior parte di queste persone sono spinte dalla povertà, poiché le più vaste aree coltivabili sono tuttora concentrate nelle mani di una ricca minoranza. Alcuni si rifiutano di andarsene: gli indios dell'Amazzonia combattono per restare nei loro territori, i ribelli zapatisti lottano per recuperare la terra perduta nel Messico del sud, il movimento brasiliano dei Senza Terra sfida i grandi latifondisti. Ma nella maggior parte dei casi si tratta di una battaglia persa. Le conseguenze di tutto ciò sono un'emigrazione che riempie le metropoli che diventano sempre più vaste e ingovernabili, come Città del Messico e São Paulo.
    L'Asia: il nuovo volto del mondo urbano
    La fuga dalla povertà rurale ha dato all'Asia un nuovo profilo urbano. Per i braccianti dello stato indiano del Bihar, per i contadini dell'isola filippina di Mindanao, per i pescatori del Vietnam, le città rappresentano un'attrattiva magnetica. Dal Cairo a Shangai, da Istanbul a Giakarta, da Bombay a Manila, la migrazione interna ha portato le megalopoli ad un livello comparabile con Città del Messico e São Paulo.