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    Manuel Alvarez Bravo
    978-88-6965-136-6

    Bravo Manuel Alvarez

    €9.90



    28x26 cm
    336 pagine
    370 fotografie in b/n

    rilegato con sovracoperta

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    La prima grande retrospettiva del lavoro di Manuel Alvarez Bravo, non solo l’autore più significativo della fotografia messicana, ma uno dei maggiori artisti del ventesimo secolo, morto nel 2002 all’età di 100 anni.
    370 fotografie mirabilmente riprodotte, in ordine cronologico, mostrano gli ottanta anni di sorprendente carriera di Bravo. La collezione include sia immagini ormai diventate icone sia capolavori sconosciuti, oltre a più di venti fotografie inedite. Estremamente vario nei soggetti, il volume include paesaggi, scene urbane e rurali, nudi, still life, soggetti religiosi e popolari, così come ritratti di personalità da Diego Rivera a Frida Kahlo da Carlos Fuentes a Sergej Eisenstein e Octavio Paz. Soprattutto, il lavoro celebra l’amato Messico, con i suoi rituali indigeni e le sue tradizioni antiche che trascendono il tempo e lo spazio nella pura bellezza della fotografia. Oltre a una prefazione di Colette Alvarez Urbajtel, vedova di Bravo, tre saggi di John Banville, Jean-Claude Lemagny e Carlos Fuentes, rivelano la poetica sottesa alle immagini: la maestria di Bravo nell’uso della luce, delle forme e dello spazio, e i temi ricorrenti del suo lavoro, come il suo acuto senso del surreale, la sua attrazione per i sogni e la sua preoccupazione della morte. Corredata da un esaustivo materiale di documentazione, una cronologia che ripercorre la storia espositiva, una bibliografia, una lista delle immagini e un indice dei titoli, questa è la monografia definitiva su un maestro della fotografia moderna.


    Manuel Alvarez Bravo nasce a Città del Messico nel 1902. A soli dodici anni lascia la scuola per aiutare la causa della Rivoluzione Messicana. Nel ’23 Hugo Brehme lo spinge a comprare la sua prima macchina fotografica. Quattro anni dopo conosce Tina Modotti e grazie a lei si dedica alla fotografia a tempo pieno. Diventa amico di Diego Rivera, Frida Khalo, Luis Buñuel, Henri Cartier-Bresson e André Breton. Nel ’31 collabora alle riprese di “Que viva Mexico!” di Sergej Eisenstein. Nel ’32 inaugura la prima mostra personale, i cui soggetti sono il tempo, la sua poesia e i suoi misteri, sacri e profani. Negli anni ’40 gira il suo film, “Tehuantepec”. Insegna all’Istituto Cinematografico Messicano e al Centro Universitario di Studi Cinematografici. Muore nel 2002.


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