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    Lo Straniero N°185 - novembre
    978-88-6965-622-4

    Direttore Goffredo Fofi

    €10.00



    144 pagine
    10 euro
    brossura

     

    In Apertura, lo scritto Se fossi ricco! di Carlo Cattaneo, con una nota di Stefano Guerriero. Seguono quattro sezioni: Persuasioni, Arte e Parte, Opere/Giorni e Il racconto.

     

    Persuasioni

    In questa sezione uno sguardo sul mondo in subbuglio: Irena Breznà, slovacca emigrata in Svizzera, riflette su come vengono trattati i profughi nell’Europa centro-orientale; Katerina Charalambaki analizza sviluppo ed evoluzione di Syriza; Marina Lalovic interviene sulle nuove discordie nei Balcani. Iacopo Scaramuzzi racconta il viaggio del papa a Cuba, seguono tre testi dello scrittore angolano Ondjaki sulla detenzione di alcuni attivisti nonviolenti. Dall’Italia, Boarelli, Allegretti e Leogrande ragionano sulle nuove funzioni dei prefetti. Infine, un intervento di Carlo Formenti sulle nuove servitù del lavoro intellettuale, un’intervista di Ferrara e Villa a David Quammen, autore di Spillover: l’evoluzione delle pandemie; un saggio di Giancarlo Consonni su città e urbanizzazione.

     

    Arte e parte

    All’inizio di questa sezione, Oreste Pivetta ricorda Grazia Cerchi; Andrea Inzerillo dialoga con il giovane filoso francese Guillaume Le Blanc sulla politica e sulla rivolta a partire dal modello Charlot. Un incontro tra Danilo Kis, uno dei grandi scrittori del ‘900, e Fridrik Rafnsson; Paolo Bertinetti celebra i sessant’anni de L’americano tranquillo, grande romanzo politico di Graham Greene. Infine, le poesie di Kenneth Koch, scritte a letto e da leggere a letto.

     

    Opere/giorni

    Apre la sezione un intervento di Svetlana Aleksievic seguito da una nota di Goffredo Fofi, già pubblicati su un vecchio numero della rivista, per festeggiare il meritatissimo Nobel alla scrittrice russa. Seguono le recensioni di Livia Apa a un romanzo di Mia Couto, di Marcello Benfante su un poemetto di Nino De Vita; Gabriele Vitello commenta un intervento di Michel Foucault sulla letteratura, infine Vittorio Gaeta sul documentario di Asif Kapadia sulla morte di Amy Winehouse, mentre Giacopini fa il punto sulla street art. Chiudono la sezione sette schede su film, saggi e romanzi.

     

    Il racconto

    Nell’ultima sezione c’è un racconto di Erminio Ferrari, che narra il suo incontro con un “amico tunisino”. Lodovico terzi traccia invece il ritratto di un’amica lesbica. In chiusura, i giovani teatranti Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari parlano di cecità vera e metaforica in un piccolo bar di provincia.