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    La comunità spaesata
    978-88-6965-594-4

    Borelli Guido

    €21.25 €25.0015%



    Il cofanetto contiene 2 volumi:

    12,5x19 cm
    104 pagine
    75 fotografie in b/n
    brossura

    12,5x19 cm
    152 pagine
    15 fotografie in b/n
    brossura

    Sfoglia il libro

     

     

    “Ormai i giovani fotografi vanno in posti sempre più lontani e non guardano sotto casa, non osservano il loro paese ma pensano sia più interessante documentare situazioni sensazionali. Invece, io sono d’accordo con la frase che Guido Borelli ha scelto per la copertina del volume del testo che accompagna queste immagini: ‘normale non significa affatto banale’.”
    Gianni Berengo Gardin
     
    Un cofanetto in due volumi, curati da Guido Borelli, che raccolgono fotografie e testi che raccontano “la parabola di un paese industriale”, Quattordio, su cui Guido Borrelli ha condotto una ricerca.
     
    Quattordio è un paese del Piemonte, sede di un importante polo chimico per la produzione di vernici e isolanti. A partire dal 1935, due geniali ingegneri fondarono dal nulla quattro imprese che arrivarono a dare lavoro a circa tremila dipendenti. Tra i
    prodotti realizzati a Quattordio c’è il celebre rosso Ferrari e le scie delle Frecce Tricolori. Nel 2011 l’Amministrazione di Quattordio si è rivolta al Laboratorio Sviluppo e Territorio (LaST), spin-off del Dipartimento di Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell’Università del Piemonte Orientale, per aiutarla a comprendere perché la comunità locale fosse così restia a impegnarsi nella vita sociale del piccolo paese: “perché i quattordiesi se ne stanno così in disparte?”. La ricerca tenta di rispondere a questa domanda attraverso lo studio del passaggio della comunità quattordiese da una rapida industrializzazione di stampo paternalistico all’attuale situazione, dove le fabbriche locali sono divenute sedi periferiche di grandi imprese multinazionali. 
     
     
    Il primo volume contiene testi di Gabriella Bovone, Sonia Del Medico, Francesca Liotta e Salvatore Rizzello, e raccoglie le interviste agli abitanti di Quattordio; si concentra sulla ricerca quindi sulla ricerca. 
    Il secondo volume si apre con un testo tratto da una conversazione con Gianni Berengo Gardin, e presenta le fotografie realizzate da Borelli dopo le interviste, ordinate in ordine cronologico di realizzazione.
     
    Guido Borelli, esperto di sociologia del territorio, esordisce come fotografo proprio con La comunità spaesata, e introduce il suo lavoro rispondendo al perché ha deciso di occuparsi di Quattordio: “domanda lecita, non fosse altro che per renderci conto che i cosiddetti ‘casi limite’ sono divenuti una attrazione irresistibile per la ricerca sociale. Tuttavia, questa tendenza finisce per condurci in un cinico appiattimento nei modi con cui consideriamo la società contemporanea: ci occupiamo oramai quasi esclusivamente di casi al limite della dissoluzione sociale, come se una vicenda potesse essere presa in considerazione soltanto nel momento in cui le sue criticità superassero la ‘soglia di attenzione’. Quattordio non fa parte di questi cliché: si tratta di un piccolo paese le cui vicende quotidiane testimoniano più il desiderio di un Paese – questa volta nel senso di nazione – ‘normale’. Normale, tuttavia, non significa banale.”
     
     
    Guido Borelli è professore associato di Sociologia dell’Ambiente e del Territorio. Ha insegnato alla Statale di Milano, al Politecnico di Torino e alle Università di Cagliari e del Piemonte Orientale. I suoi interessi di ricerca comprendono la politica economica urbana e gli studi di comunità. È autore di Immagini di città per Bruno Mondadori. È attivo nel campo della fotografia sociale ed è membro di IVSA – International Visual Sociology Association e dell’Associazione Nazionale dei Fotografi Professionisti – Tau Visual.
    Questo è il suo volume di esordio come fotografo.
     
    Gianni Berengo Gardin è nato a Santa Margherita Ligure nel 1930. Nel 1963 vince il World  Press Photo. Dopo essersi trasferito a Milano si è dedicato principalmente alla fotografia di reportage, all’indagine sociale, alla documentazione di architettura e alla descrizione ambientale. Nel 1979 ha iniziato la collaborazione con Renzo Piano, per il quale documenta le fasi di realizzazione dei progetti architettonici. Nel 1995 ha vinto il Leica Oskar Barnack Award. È molto impegnato nella pubblicazione di libri (oltre 200) e nel settore delle mostre (oltre 200 individuali).