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    La luce di Vermeer
    978-88-6965-284-4

    Kozloff Max

    €15.30 €18.0015%



    15x21 cm 
    80
    pagine
    20 fotografie a colori 
    brossura con sovracoperta 

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    In questo libro Max Kozloff cerca di svelare il segreto delle straordinarie creazioni che chiamiamo “icone”. Attraverso una prosa fresca e lucida, lo scrittore esplora l’impatto visivo del pittore del diciassettesimo secolo Vermeer, uno dei più affascinanti ed emblematici artisti della nostra storia. “Abbiamo qui uno sguardo immensamente potente”, scrive Kozloff “esercitato senza tregua a guardare contemporaneamente in tutte le direzioni”. Riconoscendo la “fenomenale luminosità” di questi interni olandesi, “avventura silente della luce stessa”, Kozloff mostra come Vermeer riesca a creare un’“atmosfera di nervosismo” che va oltre il passare del tempo e delle società, che ci diletta e ci avvolge, trascinandoci nel profondo dei suoi dipinti. 

    “Nella storia della pittura occidentale, alcune opere hanno raggiunto uno status superiore perfino a quello della fama. Ammirate senza riserve, appartengono a una classe speciale, che risplende nel tempo… La cultura popolare naturalmente esalta tali immagini, pur avendo anche la capacità di degradarle… Eppure la familiarità del grande pubblico con quelle opere non ne minimizza ma anzi ne esalta il potere. Perché un’immagine diventi un’icona, la sua magnificenza può rappresentare una risorsa ma il carisma è di certo un pre-requisito.”
    Max Kozloff 

    Max Kozloff vive New York dove scrive principalmente di arte. Negli anni ’60 è stato critico d’arte per la rivista The Nation e fra i libri di questo periodo  ricordiamo una monografia su Jasper Johns, lo studio Cubism/Futurism e la raccolta di saggi Renderings. Dal 1974 al 1976 ha diretto la testata Artforum, con la quale collabora ancora oggi. Per i suoi scritti di fotografia ha ricevuto vari riconoscimenti e premi e il suo lavoro come autore, su negativi a colori, è 
    stato esposto in vari musei e gallerie di Stati Uniti, India, Argentina e Inghilterra. Nel 2002 ha scritto Theater of the Face. Photographic Portraiture Since 1900.


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