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    Terre spezzate. Il grande caos del mondo arabo
    978-88-6965-452-7

    Pellegrin Paolo

    €17.60 €22.002%



    16x22,4cm
    220 pagine
    81 fotografie in b/n
    cartonato con dorso telato

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    Terre spezzate. Il grande caos del mondo arabo è la versione integrale e ampliata del reportage di Scott Anderson e Paolo Pellegrin. Il reportage è stato prodotto per il New York Times, che lo ha pubblicato il 14 agosto 2016 in un numero speciale del magazine interamente dedicato. Il quotidiano La Repubblica nello stesso giorno ha riservato ben 32 pagine allo stesso servizio. Entrambe le pubblicazioni hanno rappresentato una nuova modalità di inchiesta, mai realizzata prima con questa ampiezza, che ha segnato un riferimento assoluto e da quel momento imprescindibile di eccellenza giornalistica.

    Dall’aprile 2015, lo scrittore Scott Anderson e il fotografo Paolo Pellegrin hanno intrapreso una serie di lunghi viaggi in Medio Oriente. Avevano già documentato, separatamente e insieme, un ampio ventaglio di conflitti avvenuti in quella regione nel corso dei precedenti vent’anni. La speranza in questa nuova serie di viaggi era acquisire una maggiore comprensione della “Primavera araba” e del suo seguito, generalmente tetro. Quando la situazione continuò a deteriorarsi nel corso del 2015 e del 2016, i loro viaggi si sono estesi alle isole della Grecia – che sostenevano il peso maggiore dell’esodo di migranti dall’Iraq e dalla Siria – fino alla linea del fronte dell’Iraq settentrionale, dove la battaglia contro l’Isis era combattuta più intensamente.

    Il libro Terre spezzate presenta il risultato di questo progetto sotto forma di sei racconti individuali dal Kurdistan alla Libia che, intrecciati con i fili più spessi della storia, compongono un vivido arazzo di un mondo arabo in rivolta: 1972-2003 Le origini, 2003 2011 La guerra in Iraq, 2011-2014 Primavere arabe, 2014-2015 L’ascesa dell’Isis, 2015-2016 L’esodo, 2016 Epilogo

    Un reportage di approfondimento, d’immagini e parole, che conferma e rinnova la grande tradizione del fotogiornalismo che vedeva lavorare insieme giornalisti “di penna” e di “immagine”, come James Agee e Walker Evans (Let Us Now Praise Famous Men, 1941), sugli anni della Depressione negli Usa, o Robert Capa e John Steinbeck nel loro viaggio in Russia (A Russian Journal, 1948).

    Questo viaggio è servito a ricordare di nuovo quanto sia incredibilmente fragile il tessuto della società civile, quanta vigilanza occorra per proteggerlo, quanto duro, lento e faticoso lavoro sia necessario per rammendarlo quando si lacera. No, non si tratta di una riflessione originale: è una lezione che avremmo dovuto apprendere dopo la Germania nazista, dopo la Bosnia e dopo il Ruanda. Forse, è una lezione che dobbiamo riapprendere di continuo.

    Scott Anderson

    Scott Anderson (1959) è scrittore, giornalista e corrispondente di guerra. Scrive per il New York Times Magazine, GQ, Esquire, Vanity Fair e altri giornali. Nel suo ultimo libro, Lawrence in Arabia (2013), ricostruisce la complessità e le origini storiche del moderno Medio Oriente. Dai suoi precedenti lavori sono stati tratti i film The Haunting Party con Richard Gere, sul conflitto in Bosnia, e Triage con Colin Farrell.

    Paolo Pellegrin (1964) è uno dei fotogiornalisti più attivi e più impegnati del nostro tempo. Membro di Magnum Photos dal 2001, collabora regolarmente con riviste come Newsweek e The New York Times Magazine. Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti per il suo lavoro: la Leica Medal of Excellence (2001), l’Eugene Smith Grant (2006), la Robert Capa Gold Medal (2007), l’Erich Salomon Award (2013) e dieci World Press Photo.


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