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    Studio Azzurro
    978-88-6965-351-3

    AAVV

    €29.75 €35.0015%



    20x25,7 cm
    280 pagine
    330 fotografie a colori e in b/n
    brossura con bandelle

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    “L’esperienza del teatro è divenuta pervasiva, ha inesorabil-mente intrecciato tutta la nostra attività, l’ha marcata e l’ha sollecitata generando una modalità stilistica in cui ci riconosciamo. Ci ha aiutato, nei nostri voli virtuali, a mantenere la presa sulla fisicità delle cose, dei corpi e degli spazi. Alimentando il dialogo, fra questi due fattori, che sin dall’inizio ha segnato le nostre scelte”.

                                                              Paolo Rosa

    Il volume racconta e analizza gli spettacoli musicali, teatrali, di danza di Studio Azzurro, un gruppo di ricerca artistica fondato nel 1982. I lavori presentati sono una significativa selezione dell’articolata produzione di trent’anni di sperimentazioni. La struttura portante del volume è data da una rigorosa ricostruzione degli spettacoli basata sui documenti conservati negli archivi di Studio Azzurro (schizzi, storyboard, testi, immagini fotografiche, recensioni, locandine) e sulla memoria diretta degli autori.

    Il lavoro di Studio Azzurro si legge all’interno dei nuovi paradigmi connessi al mutamento che la scienza, le nuove tecnologie, l’estetica vanno elaborando a partire dagli ultimi tre decenni del XX secolo e oltre. Molte domande attraversano i testi, in particolare: l’uso di dispositivi tecnologici ha narcotizzato o amplificato la dimensione teatrale? Una drammaturgia che ha come dispositivo costruttivo le nuove tecnologie è stata in grado di reinventare il medium teatro?
    Il libro, con i testi introduttivi di Paolo Rosa e Valentina Valentini, propone così un incontro appassionante con opere in cui spesso vengono superati i tradizionali limiti del palcoscenico, alla ricerca di nuovi aspetti della drammaturgia.

    “Quando, si chiedeva Thomas Kuhn (1978), una comunità scientifica decide di abbandonare il modo tradizionale di concepire il mondo e adottare un nuovo paradigma? E cosa l’adozione di tale paradigma comporta, come singolo individuo e come società, fermo restante che ‘Ciò che uno vede, dipende sia da ciò a cui si guarda, sia anche da ciò che la sua precedente esperienza visivo-concettuale gli ha insegnato a vedere’? Il lavoro di Studio Azzurro si legge all’interno dei nuovi paradigmi connessi al mutamento che la scienza, le nuove tecnologie, l’estetica vanno elaborando a partire dagli ultimi tre decenni del XX secolo e oltre”.

     

    Valentina Valentini